L'isola di San Pantaleo, la Mozia fondata da coloni fenici intorno all'VIII secolo a.C, è una delle quattro isole della Riserva Naturale Orientata delle Isole dello Stagnone di Marsala, insieme a Schola, Isola Longa e Santa Maria situate a pochi km dal bed and breakfast monile. Lo Stagnone presenta acque basse molto salate, cosa che ha permesso il sorgere di numerose saline - ed è caratterizzato da una ricca vegetazione; tra le specie floreali più importanti ricordiamo la suaeda, l'atriplice, la salicornia glauca, la salicornia strobilacea, la logliarella ricurva, il limonio delle saline, il limonio comune, l'erba cristallina, il giglio di mare, l'eringio marino, la Calendula marittima e l'Anemone palmata. Negli ultimi anni è meta di numerosi amanti del kitesurf e del windsurf. Le condizioni di acqua piatta, le temperature calde e i sistemi di vento creano le condizioni ottimali per praticare soprattutto le attività di kite surfing, facendo della laguna uno dei migliori spot italiani.

 

 

L'isola di Mozia si trova a circa 30 minuti dal bb monile, raggiungibile da due imbarcaderi, ospita un'importante area archeologica, d'interesse internazionale. Diversi sono, infatti, i monumenti, soprattutto di età fenicia e punica, presenti sull'isola, molti dei quali ancora oggetto di scavo da parte di alcune prestigiose Università italiane (Bologna, Palermo, "La Sapienza" di Roma). Un apposito sentiero permette di visitare quasi interamente l'area. Consigliamo la visita del complesso monumentale cosiddetto "Casa dei Mosaici" - così chiamato per la presenza di una serie di pannelli musivi a ciottoli, i cui scavi nell'area adiacente hanno recentemente portato alla luce i resti della Porta Orientale della città e del suo ingresso monumentale.

 

 

Seguono poi la "Casermetta", il complesso monumentale di Porta Sud, il Cothon, Porta Ovest, la Necropoli, il Tofet è un santuario cittadino polivalente, la Zona K e l'area industriale, il santuario di Cappiddazzu, Porta Nord con la "strada" punica, le fortificazioni della città (risalenti al VI a.C.) e, infine, la "Casa delle Anfore". Sull'isola si trova anche un museo - il cui impianto originario si deve a J. Whitaker, ex proprietario dell'isola, nei primi del 1900 - che raccoglie i reperti rinvenuti nell'isola e nella vicina Lilibeo.

 

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